La processione dei Misteri si svolge a Trapani dalle ore 14. 00 del Venerdì Santo e si protrae , per quasi ventiquattro ore, sino al sabato.E’ la più lunga manifestazione religiosa italiana e tra le più antiche.I Sacri gruppi dei Misteri percorrono infatti gran parte delle vie della città siciliana, in uno spettacolo di luci, suoni, colori ed emozioni.
Intorno al 1260 a Genova la Confraternita dei Disciplinatori, dopo essersi riuniti in grandi case per pregare, partecipavano in processione seminudi provvisti di flagelli che adoperavano per autoinfligersi una punizione corporale. Da queste grandi case dette “Casacce o Casazze”, si ritiene che derivi il termine “Casazza”, la cui diffusione nella terra sicula si ebbe grazie ai numerosi scambi commerciali tra la città ligure di Genova e le altre città portuali siciliane. Gli stessi contatti il capoluogo ligure li aveva con altre città portuali della Spagna, dove le rappresentazioni venivano dalla nascita del “Teatro de los misterios”. Con l’avvento della dominazione spagnola in Sicilia, cominciarono fortemente a diffondersi come processioni penitenziarie dei Misteri Dolorosi.
Nel 1591 si ha la prima notizia di “CASAZZA” si ha nella città di Palermo, con un rito della “Reale Confraternita della Madonna de la Soledad”. Nei Primi tempi la partecipazione a questi eventi era esclusivamente dei nobili e del clero, ma con il passare del tempo furono i ceti artigianali a intervenire, lasciando esclusivamente alle confraternite il compito di vigilare sul mantenimento dei canoni religiosi. Gli spettacoli erano montati su piattaforme di legno, sostenute da uomini coperti da ampi drappi. Sulle piattaforme, erano poste figure di bambini vestiti da Angeli, monaci armati di flagelli che usavano per flagellarsi e altri gruppi di persone. Queste rappresentazioni viventi, molto spesso finivano nell’eccesso e nel cattivo gusto, è proprio per questo motivo i Vescovi siciliani, per evitare questi eccessi, diffusero Decreti e Costituzioni, con i quali attribuivano censure cautelative delle “Sacre Azioni Teatrali” e in alcuni casi era anche previsto, per i profanatori, il carcere. Per ovviare a questi inconvenienti, nei primi anni del 600 si ebbe una progressiva trasformazione e sostituzione delle processioni animate, le quali vennero sostituite da processioni di statue e allo stesso tempo ci fu l’abbandono della rappresentazione dell’Antico Testamento, preferendo la raffigurazione della Passione di Cristo.Fino al 1594 a Trapani non esisteva nessuna cerimonia
per il Venerdì Santo. Per parlare della Cerimonia dei Misteri di Trapani, bisogna parlare di una tra le tante Confraternite. La più antica per costituzione, “La Confraternita di San Michele”, esistente a Trapani fin dal 1366. L’antica Confraternita di San Michele dal 1539 al 1582, aveva sede nell’edificio adiacente all’omonima Chiesa, sino a quando non la dovette cedere ai Padri Gesuiti arrivati a Trapani nel 1561, si crede che con il trasferimento dei “Bianchi” Confrati di San Michele nella Chiesa di Santo Spirito, si ebbe la nascita della collaborazione di un’altra confraternita quella dei “Rossi” del Preziosissimo Sangue di Cristo che proseguì anche nel 1622 periodo in cui i Bianchi di San Michele fecero ritorno nella loro vecchia sede, dove ricambiarono la cortesia dando ospitalità ai confratelli del “Preziosissimo Sangue di Cristo”. Il 21 gennaio 1643 il Dottor Giacomo Licata rettore della confraternita di San Michele Arcangelo, il notaio Vincenzo Costa ed il Barone Francesco Sieri Pepoli. Nel tentativo di riportare all’antico rigore il sodalizio, la Confraternita di San Michele fu trasformata in compagnia con appoggio e decreto di Don Giovanni Domenico Spinola di Mazara. Il 26 febbraio del 1646 il Governatore della Compagnia di San Michele e il Governatore della Compagnia del Preziosissimo Sangue di Cristo, decretarono la loro unione nella “Venerabilis Societatis Sancti Michaelis Arcangeli et Pretiosissimi Sanguinius et Misterioum Passionis et Mortis Domini nostri Jesu Christi”.
La Processione dei Misteri era aperta dai Confrati che indossavano casacca e visiera, i quali venivano preceduti dallo stendardo “Luctus Adportatus”. Le maestranze partecipavano attivamente e con moltissima passione, indossavano sacchi, cappelli e mantelli, accompagnando il gruppo con venti torce accese. Solo a metà dell’800 i cantori vennero sostituiti da bande musicali, anche gli appartenenti alle maestranze, “ nobili e personalità del Clero”, non portarono più in spalla il “Mistere” ma lo affidarono ai massai ai quali concedevano 13 tarì oltre al grande onore di portare in spalla le varie rappresentazioni dei “Misteri”. Luigi Perfetto.
L’articolo è stato realizzato traendo spunti da vari volumi e quotidiani di seguito riportati:
Anna Maria Precopi Lombardo e Lina Novara — “ Argenti in processione “ Editore Murex – Marsala (TP) — 1992
Trapani — Una città tra due mari – La Medusa Editrice – Marsala (TP) — 2001
Mario Serraino — “ Trapani nella vita civile e religiosa “ – Edizioni Cartograf – Trapani — 1968
Mario Serraino “ La Casazza magna “ – 1980 – a cura del Comune di Trapani – Assessorato Turismo – Arti grafiche Corrao – Trapani 1980














il sacro.….tema spinoso e poco trattato…eppure le feste di paese ti fanno entrare in un mondo ormai dimenticato, anzi, in un tempo che ormai non c’è più…possono riesumare pensieri e sentimenti abbandonati…o certamente, se non pensiamo al trascendente, almeno stimolano il nostro senso artistico e lo spirito folkloristico.
belle foto e belle rappresentazioni.